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Mostra Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan al Mart di Rovereto

La Mostra Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia in corso al Mart di Rovereto: gli orari, i periodi, il costo dei biglietti e le opere, la sede espositiva.

Mostra Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan  Rovereto
Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia - Mart, Corso Bettini, 43 - Rovereto

(Foto: Plinio Nomellini, "Isadora Duncan. Gioia (Gioia tirrena)", 1914 (dettaglio), "Quadreria Villa San Martino", Collezione Silvio Berlusconi)

Mostra in corso dal 19 ottobre 2019 al 1 marzo 2020

Il Mart presenta l'attesa mostra dedicata alla danzatrice americana e icona culturale Isadora Duncan (1877-1927); donna dal fascino indiscutibile e artista rivoluzionaria la Duncan lasciò un'eredità culturale enorme nel mondo della danza e di influenzare molti artisti del suo tempo.

Comunicato stampa della Mostra Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia

Appuntamento principaledell’Autunno caldo del Mart, la nuova stagione espositiva presentatain conferenza stampa a Roma dal presidente Vittorio Sgarbi e dal direttore Gianfranco Maraniello, lamostra dedicata alla danzatrice americana Isadora Duncan apre al pubblico il 19 ottobre.Frutto di un ampio lavoro di ricerca e dell’incontro tra il Mart e la Fondazione CR Firenze, la mostra è curata da Maria Flora Giubilei e Carlo Sisi, in collaborazione conRossella Campana, Eleonora Barbara Nomellinie Patrizia Veroli.

Dopo la prima tappa a Firenze, nello splendido museo di Villa Bardini, la mostra viene riallestita negli spazi del Mart, scenario ideale per la personalità ribelle e trascinante di Isadora Duncan. Vera icona e pioniera della moderndanseamericana, Isadora Duncan è stata riferimento centrale per il superamento dei canoni classici del balletto romantico ed esempio illuminante per le avanguardie storiche.

Sono oltre 170 le opere esposte nella mostra Danzare la rivoluzione. Isadora Duncan e le arti figurative in Italia tra Ottocento e avanguardia: dipinti, sculture, documenti, fotografie inedite che testimoniano come la pioniera della danza moderna abbia attraversato confini geografici e temporali.Regina di stile, Isadora Duncan influenzò i gusti del primo Novecento divenendo un’icona senza tempo, tanto che ancora oggi, a un secolo di distanza, la sua figura è quasi leggendaria. Personalità carismatica e ribelle, si distingue per una danza svincolata da qualsiasi condizionamento sociale, per il ruolo di donna forte e capace, tenace e intuitiva.La scelta di danzare in abiti leggeri e piedi nudi ne fanno la “danzatrice scalza” californiana, il cui culto si rinnova oggi con la mostra di Giubilei e Sisi. A Rovereto dal 19 ottobre al 1 marzo 2020.

Provenienti da prestigiose collezioni italiane e internazionali, sono presenti al Mart le opere di fondamentali artisti del Novecento che hanno trovato in Isadora Duncan un’ispirazione fortissima: Auguste Rodin, Franz von Stuck, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Felice Casorati, Giò Ponti, Antoine Bourdelle, Eugène Carrière, Ferdinand Hodler, Edward Gordon Craig, Leonardo Bistolfi, Edoardo Rubino, Adolfo De Carolis, Gaetano Previati, Giulio Aristide Sartorio, Plinio Nomellini, Romano Romanelli, Ercole Drei, Domenico Baccarini, Galileo Chini, Dario Viterbo, Hendrik Christian Andersen, Francesco Messina, Francesco Nonni, Antonio Maraini, Amleto Cataldi, Libero Andreotti, Giuseppe Cominetti, Thayaht, Gino Severini, Mario Sironi, Amedeo Bocchi, Antonietta Raphaël, Pericle Fazzini, Massimo Campigli, Adolfo Wildt.

Affascinati da una personalità prorompente e da una danza senza paragoni, numerosi artisti elessero Isadora Duncan musa ispiratrice, come il franceseAuguste Rodin che la evoca con lo splendido marmo Èveaurocher, in mostra al Mart e proveniente da una prestigiosa collezione privata di Hong Kong.

Dipinti, sculture, documenti, fra i quali molte fotografie inedite: sono tante le tracce che testimoniano il fortelegame della danzatrice con l’Italiae i suoi artisti.
Nel 1902 si esibisce al Teatro Armonia di Trieste e al Circolo degli Artisti di Firenze, città nella quale lascia la sua firma nel Libro dei Soci del Gabinetto Viesseux. Nel salotto berlinese di Giulietta Gordigiani Mendelssohn, Isadora Duncan instaura un rapporto di profonda amicizia con Eleonora Dusee conosce lo scenografo e artista Edward Gordon Craig, suo compagno tra il 1905 e il 1907, con cui vive a lungo nel capoluogo toscano.
Il 1913 è una data fondamentale per comprendere il rapporto della danzatrice con l’Italia. Dopo la tragica morte dei suoi bambini, Deirdre e Patrick, annegati nella Senna a causa di un incidente automobilistico, Isadora viene accolta dall’amica Eleonora Duse a Fossa dell’Abate, vicino a Viareggio. In Versilia, gli artisti Plinio Nomellinie Romano Romanelli rimangono affascinati dalle sue movenze e dalla sua danza. Nomellini le dedica gli studi per la tela Gioia tirrena, esposta alla Secessione romana nel 1914. Romanelli, con il quale ha un legame sentimentale, si ispira all’interpretazione di Isadora nel Sigfriedper Il risveglio di Brunilde e per due ritratti presenti in mostra, conservati rispettivamente allo Studio Romanelli e al Museo del Novecento di Firenze.
Numerosi gli artisti italiani presenti in mostra che, ispirati dalla sua danza, l’hanno ritratta dal vero – come Libero Andreotti–o ne sono stati influenzati intensamente. Questo rapporto è sottolineato da un percorso espositivo che mette in luce le radici comuni che volgono lo sguardo al mondo classico e ai modelli rinascimentali.

Il percorso espositivo rinnova l’eredità di Isadora Duncan attraverso le opere di alcuni importanti artisti attivi negli anni Trenta come AntoniettaRaphaël, Massimo Campigli, Marcello Mascherini, Amleto Cataldi e pone particolare attenzione al fascino che la danzatrice ebbe sulla maggiore avanguardia italiana: il Futurismo.
In perfetta continuità con le ricerche del Mart di Rovereto, la mostra illustra il fecondo e allo stesso tempo burrascoso rapporto tra Isadora Duncan e Filippo Tommaso Marinetti, fondatore e anima del gruppo futurista. Dapprima curioso e attento alle performance dell’americana, proprio in virtù della sua propensione a superare gli schemi precostituiti e a non sopportare le convenzioni, Marinetti in un secondo momento la condannerà esplicitamente nel Manifesto della danza futurista del 1917, accusandola di essere emblema di una danza che trova la propria ragione d’essere nei sentimentalismi passatisti.
Centrale per l’arte di Isadora Duncan è stato anche il rapporto con le danzatrici libere italiane. In un contesto in cui il corpo femminile cambia, divenendo più esile e magro, si diffonde sempre più la pratica della danza all’aperto. Grazie al pensiero di Émile Jacques-Dalcroze, il corpo diventa libero di seguire il ritmo della musica.
Le danzatrici libere sono accolte nel salotto culturale dell’imprenditore Riccardo Gualino e della moglie Cesarina Gurgo Salice, che ammirano le performance di Isadora Duncan a Parigi e ne rimangono ammaliati. Cesarina Gualino, in particolare, studia le danze in cui è netta la tensione ideale delle coreografie della danzatrice americana.
Il salotto di Cesarina diventa lo spazio dove accogliere le tante danzatrici fuggite dalla Russia. Ruskaja, ritratta da Aldo Andreani nel bronzo del 1934, è la più rappresentativa di questa ondata. Nel 1940 apre a Roma l’Accademia Reale (oggi Nazionale) di Danza, che conserva tuttora il gesso di Antonietta Raphaële testimonia la persistenza e la durata dell’arte di Isadora Duncanper tutto il secolo.Il percorso espositivo mette così al centro il tema della liberazione del corpo femminile, che trova nella danzatrice americana un’interprete esclusiva.

Tutta la vita di Isadora Duncan, libera e innovatrice, pone continui interrogativi sui limiti delle convenzioni e delle norme.
La presenza scenica e la personalità poliedrica, che hanno influenzato profondamente i movimenti per l’emancipazione delle donne e dei corpi, trovano nella mostra del Mart uno sguardo che sottolinea l’importanza e il ruoloche questi temi ebbero su tutta l’arte del secolo scorso.
Così come accadde nel 2005 con la celebre mostra La Danza delle Avanguardie e con la pubblicazione nel 2016 degli scritti inediti di Robert Morris sulla danza americana, il Mart rinnova l’attenzione a questa espressione artistica d’avanguardia. Alla ricerca dei magici e straordinari intrecci con l’arte.

Orari: da martedi a domenica dalle 10.00 alle 18.00. Venerdì dalle 10.00 alle 21.00. Lunedi chiuso.
Biglietti: intero 11 €, ridotto 7 € per gruppi, giovani dai 15 ai 26 anni, over 65 anni, gruppi di visitatori di almeno 15 persone; soci o tesserati di enti convenzionati con il Museo; Amici dei musei convenzionati; possessori di Family Card. Famiglie 22 €.
Ingresso gratuito ogni prima domenica del mese (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura).
Info: tel. +39.0464.431813; 800 397760; fax +39.0461.239497
E-mail: info@mart.trento.it
Sito web: Mart

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